Come si organizza una destinazione turistica in Italia, e cosa possiamo imparare dall’Europa? È la domanda al centro di DMO Legal. Indagine sui modelli normativi e organizzativi delle DMO in Italia e in Europa, il rapporto di ricerca pubblicato da Studio Giaccardi & Associati il 16 dicembre 2025.
Cosa confronta
Lo studio mette a confronto 14 organizzazioni di destinazione: 10 europee, tra cui WienTourismus, Wonderful Copenhagen, Amsterdam & Partners, Visit Valencia e Berlin Tourismus & Kongress, e 4 italiane, cioè Bologna Welcome, Destination Florence, Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi e Destination Verona & Garda. Analizza inoltre 36 riferimenti normativi.
Cosa emerge
Le DMO europee lavorano da decenni, con un’età media che supera i trent’anni (Vienna dal 1955), governance inclusive ed entrate diversificate, dalla tassa di soggiorno alle partnership private. Quelle italiane, nella forma di fondazione, hanno in media circa due anni, una governance fortemente pubblica e dipendono in larga misura da trasferimenti regionali e comunali.
- Italia giovane, Europa matura. Le fondazioni italiane analizzate sono nate tra il 2022 e il 2023; quelle europee superano in media i 30 anni.
- Un tema anche culturale. In Italia la governance del turismo è ancora percepita più come funzione amministrativa, mentre in Europa è gestita come leva strategica.
- La forma consigliata. La fondazione di partecipazione, che unisce legittimazione pubblica, capacità operativa e coinvolgimento strutturale degli operatori.
La forma giuridica non basta
Senza competenze adeguate, regole chiare, monitoraggio e una reale inclusione degli operatori, una DMO rischia di restare un ente strumentale a bassa capacità trasformativa. Il rapporto ricorda anche che informazione e accoglienza sono due pilastri della competitività di una destinazione: i punti informativi, fisici e digitali, sono il primo momento di interazione tra turista e territorio.
È lo stesso punto da cui parte iAT Genius: uno IAT che funziona è una parte concreta della governance della destinazione, non solo uno sportello.
Il rapporto è firmato da Marco Antonioli, Giuseppe Giaccardi, Andrea Salmoiraghi e Chiara Schirò. Maggiori informazioni sul sito di Studio Giaccardi & Associati.
